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La  Collezione ornitologica "Tommaso Salvadori" di Fermo è una delle più preziose raccolte italiane di uccelli naturalizzati, per l' antichità di costituzione, per il valore scientifico e per l' accuratezza della preparazione tassidermica. Essa fu radunata da Tommaso Salvadori, come lui stesso ricorda: "ero giovinetto poco più che bilustre quando cominciai a raccogliere uccelli italiani e a far tesoro di osservazioni mie e altrui. Da quel tempo sono corsi quasi cinque lustri." (Prefazione alla "Fauna d'Italia. Uccelli", 1872); la raccolta fu continuata ed accresciuta da lui stesso fin verso il 1910. Gli esemplari provengono sia dalle cacce giovanili nelle Marche (soprattutto nel Fermano e nell' Ascolano), sia dell' escursione in Sardegna compiuta nel 1863 con il famoso esploratore Orazio Antinori, nonchè da acquisti e scambi con altri ornitologi. La raccolta comprende esemplari dell' avifauna marchigiana ed italiana in generale, tra cui specie oggi rarissime o estinte nel nostro paese (Falco pescatore, Avvoltoio monaco, Grifone, Gipaeto, Gufo reale, Otarda, Francolino, Gobbo rugginoso, Pellicano, Marangone minore, etc.). Molti di questi esemplari sono ricordati da Salvadori stesso nelle sue più autorevoli opere: "Catalogo degli Uccelli di Sardegna" 1864, "Fauna d'Italia - Uccelli" 1872 ed "Elenco degli Uccelli italiani" 1887. Per questa ragione il valore storico e scientifico di ogni preparato è praticamente inestimabile. Nel 1930 la collezione di Tommaso Salvadori di 631 esemplari fu donata assieme agli armadi contenitori e all' opera omnia dell' ornitologo al Comune di Fermo, da parte della pronipote, signora Gladys Salvadori Paleotti Muzzarelli, perché fosse debitamente conservata ed esposta al pubblico. Anche se attualmente è in corso di restauro coservativo, non è più recuperabile al suo primitivo valore, mancando infatti circa un terzo del materiale originale. La valorizzazione museale che oggi attua l' Amministrazione Comunale di Fermo è di elevata importanza considerando anche che quella di Salvadori rappresenta l' unica collezione ornitologica di pregio della Regione Marche. Salvadori preparò personalmente la maggior parte degli esemplari della sua raccolta; la tecnica di imbalsamazione e i supporti usati (rametti di biancospino e di prugnolo per i passeriformi, pezzi di legno grezzo con piedini o trespolo con tronchetti di legno per uccelli di grossa mole) sono sempre molto simili tra loro. In particolare, le pose dei soggetti e gli atteggiamenti vivacissimi di molti di essi tradiscono un lungo ed appassionato studio dal vero del loro comportamento "da vivi", certamente frutto di ore di costante e paziente osservazione in natura che solo il futuro grande ornitologo poteva compiere nelle sue esplorazioni del Marchigiano e della Sardegna.