Identikit del Meteorite

 

 

 

 

 

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Il 25 settembre 1996, alle ore 17 e 30 ora locale, una meteorite rocciosa cadde nelle campagne di Fermo. La caduta della meteorite, accompagnata da fenomeni acustici simili a quelli di un elicottero in avvicinamento, fu segnalata da Luigi Benedetti ed il suo ritrovamento venne effettuato dopo due giorni da Giuseppe Santarelli ai bordi di un piccolo sentiero. Il corpo di dimensioni 19x24x16 cm e dal peso di 10.2 kg, totalmente ricoperto da una sottile crosta di fusione di vetro nero spessa 0.2 mm, fu recuperata all’interno di un piccolo cratere profondo 30 – 40 cm. A sottolineare l’importanza del meteorite Fermo, è bene ricordare che solo circa cinquanta reperti sono attualmente conservati nei nostri musei, catalogati come meteoriti cadute in Italia. Fermo è la dodicesima di questo secolo e, tra queste, la terza in ordine di peso. E’ ovvio che le meteoriti cadute in Italia negli ultimi 2000 anni sono in numero decisamente più elevato, ma la stragrande maggioranza di questi corpi non sono stati trovati, anche se in molti casi sono stati visti cadere. I reperti sono in maggioranza condriti come Fermo ed il record nazionale di peso è detenuto con 228 kg dalla meteorite Alfianello, vicino a Brescia, una condrite ordinaria caduta il 16 febbraio 1883. La meteorite Fermo, entrando in atmosfera, ha probabilmente cominciato a perdere massa già al di sotto di 100 km, raggiungendo la massima luminosità dopo alcuni secondi. Poi ha subito in stratosfera una forte decelerazione e la pressione dell’atmosfera l’ha spaccata in più parti. I bang sonici riportati da alcuni testimoni suggeriscono che Fermo si è spaccata perlomeno in 2-3 pezzi nella bassa stratosfera e, a queste altezze, la sua velocità di entrata nell’atmosfera che era probabilmente vicino ai 15 Km/sec. Si è molto ridotta, la sua luminosità è scomparsa ed i pezzi sono caduti sotto l’influenza del loro peso e della resistenza dell’aria a velocità di qualche centinaia di metri al secondo. In questa fase, un qualsiasi osservatore non ha potuto vedere alcun effetto luminoso, anche per la probabile traiettoria rivolta verso il Sole e l’impatto al suolo dei frammenti del corpo, che in entrata poteva avere le dimensioni del metro, è avvenuta senza grossi danni, formando solo un piccolo cratere…”